Il Colosseo
"Finchè esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà"

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I Gladiatori


Libri sul Colosseo

I gladiatori (nome che deriva dal gladio, una piccola spada corta usata molto spesso nei combattimenti) hanno avuto origine dall'abitudine dei personaggi pi? facoltosi di offrire al popolo, a proprie spese, pubblici spettacoli in occasione di particolari circostanze, per esempio duelli all'ultimo sangue fra schiavi in occasione del funerale di qualche congiunto.

Il primo spettacolo con gladiatori si svolse probabilmente nel 264 a.C., nel 105 a.C. i giochi divennero pubblici e si svolgevano nel foro di Cesare. Dopo con la dinastia Flavia, iniziata con l'imperatore Flavio Vespasiano, ci fu la costruzione del pi? grande e pi? famoso anfiteatro del mondo, il Colosseo.
Nel IV secolo, l'imperatore Costantino I, dopo aver abbracciato la fede cristiana, li proib? ma la loro grande popolarit? fece in modo che questi giochi continuassero pi? o meno saltuariamente nonostante le reiterate proibizioni, in particolare nelle citt? lontane da Roma dove gli ultimi spettacoli gladiatori arrivano ad essere celebrati nei primi anni del medioevo.


I gladiatori erano in genere schiavi, criminali condannati a morte o prigionieri di guerra, tutta gente che nel mondo romano non godeva di alcun diritto e la cui vita era considerata spendibile, mentre i galeotti e i prigionieri di guerra, particolarmente agguerriti per essere sopravvissuti ad anni di lotte e di sofferenze, erano molto ricercati.
In alcuni casi, imperatori particolarmente crudeli mandavano a morte degli uomini solo per un loro capriccio: si sa che Claudio ordin? ad un funzionario di scendere nell'arena cos? come era (in toga), e che Caligola invi? ad bestias tutti gli ospiti di una prigione solo perch? mancava la carne per gli animali.

I gladiatori iniziavano la carriera sottomettendosi (o essendo venduti) al lanista. L'attivit? del lanista era ufficialmente considerata nel mondo romano una delle pi? vili (al di sotto persino dei lenoni, degli attori e dei macellai); ed egli aveva diritto di vita e di morte sui gladiatori, i quali dovevano prestare un giuramento con il quale si impegnavano alla completa sottomissione per essere accettati nella scuola.
Il gladiatore giurava di "sopportare la frusta, il marchio e la morte per spada"; queste terribili punizioni erano previste per soffocare ogni accenno di ribellione e per condizionare le menti dei combattenti affinch? si convincessero che l'unica loro speranza di salvezza era sopportare ogni prova. La preparazione durava anni, poich? il pubblico era divenuto assai esigente, e solo una volta terminato questo periodo il gladiatore era pronto ad entrare nell'arena.
L'addestramento, avveniva nella cosiddetta "Palestra", collegata al Colosseo tramite un corridoio sotterraneo.

Le categorie di gladiatori erano: Reziari, Secutores, Mirmilloni, Traci, Dimachaeri e ogni categoria di aveva le proprie peculiarit?, in materia di equipaggiamento e di colpi permessi e i propri vantaggi e svantaggi. I combattimenti pi? classici mettevano di fronte: i Reziari contro i Mirmilloni oppure i Traci contro i Secutores.
Si gareggiava poi per trovare idee sempre nuove, traendo ispirazione da episodi mitologici, o ricercando situazioni grottesche, come quella inscenata dell'imperatore Domiziano che, nel 90 fece combattere nani contro donne.

Il Blog del Colosseo