Il Colosseo
"Finchè esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà"

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I Grandi Imperatori: Marco Aurelio


Marco Aurelio nacque a Roma, in una villa sul monte Celio, il 26 aprile del 121 d.C. da una famiglia di origine spagnola.
Fin dalla fanciullezza il futuro imperatore prese a vestirsi e a comportarsi come i filosofi, abituandosi a studiare avvolto nel pallio (abito proprio dei greci, mantello, cappa) e a dormire per terra. A 12 anni cominciò a dormire nudo sul letto ed iniziò una dieta ed un'astinenza (anche sessuale) tanto severe che la sua salute alla fine ne risentì.
Ma questo non gli impedì poi di essere soldato fra i soldati e di condividerne fatiche e disagi nei lunghi anni di direzione della guerra alla frontiera germanica.
Quando fu coronato, tutti i filosofi dell'Impero esultarono vedendo in lui il realizzatore dell'Utopia.

Marco Aurelio si rivelò rispettoso delle prerogative del Senato come nessun'altro imperatore. Affidò infatti ad esponenti senatori incarichi e funzioni giudiziarie e mai consentì che entrassero a far parte del Senato personaggi di dubbia provenienza, favorendo invece l'ingresso anche di coloro che per disponibilità finanziarie non avrebbero potuto aspirarvi.
Un'attenzione del tutto particolare rivolse poi alla procedura giudiziaria:

  • Aumentò considerevolmente i giorni da dedicare all'amministrazione della giustizia, consentì che i processi ai senatori si svolgessero a porte chiuse e concesse a tutte le persone adulte la facoltà di prendersi dei procuratori senza specificarne il motivo, mentre prima, in base alla legge Pletoria, ciò era obbligatorio soltanto per gli irresponsabili e i pazzi.
  • Marco Aurelio prese poi radicali provvedimenti anche in materia di spese pubbliche e fece marcare a fuoco coloro che facevano di professione i calunniatori per il solo scopo di ottenere la quarta parte dei beni delle vittime delle loro denuncie.
  • In tempo di carestia distribuì fra le città italiche il frumento destinato a Roma e organizzò scrupolosamente i rifornimenti.
  • Restaurò le vie di Roma e le strade provinciali e vigilò con severità sui rifornimenti annonari.
    Diede ai procuratori delle regioni e delle strade la facoltà di punire quegli esattori che avessero estorto ai contribuenti qualcosa di più del dovuto.
  • In seguito alla caduta di alcuni acrobati nel corso di un'esibizione, prescrisse di stendere sul terreno sottostante dei materassi, anticipando di fatto l'uso odierno di proteggerli mediante le reti.
    Se si tiene conto che quelli che potevano rischiare di rompersi l'osso del collo erano schiavi, quindi per i romani niente di più che cose, si capisce l'attenzione di questo imperatore per tutti gli uomini che lui considerava fratelli, indipendentemente dalla loro condizione e destinati a dividere le tribolazioni della vita.

    Quando la guerra dissanguo' l'erario, l'imperatore, non volendo risanare il bilancio mediante aggravi fiscali ai danni dei provinciali, mise all'asta nel foro di Traiano preziosi oggetti di proprietà personale (coppe d'oro e di cristallo, vasellame, vesti di sera e gemme). Alla fine della guerra, risanato il bilancio, Marco autorizzò chiunque lo volesse a rivendergli la merce acquistata e riprendersi il proprio denaro.

    Fra le altre cose, Marco aveva anche prescritto che gli spettacoli di pantomimi iniziassero a tarda ora e non durassero tutto il giorno per non distogliere la gente dalle proprie occupazioni. L'imperatore si occupò anche del traffico cittadino proibendo di andare a cavallo e in carrozza entro le mura della città.

    Non riuscì a realizzare i suoi ideali stoici di eguaglianza e libertà perchè l'esigenza di controllare le finanze locali lo portarono alla costruzione di una classe burocratica che presto volle arrogarsi diritti e privilegi e si costituì quale classe chiusa (come la peggiore burocrazia di oggi).
    Il 17 marzo del 180, a Vienna, prima di poter dare inizio alle operazioni definitive della guerra danubiana, Marco Aurelio, l'ultimo dei grandi Impperatori romani, morì.

    Dopo la sua morte fu eretta la grandiosa colonna (alta 42 m.) che sta a Piazza Colonna di fronte a Palazzo Chigi per ricordare proprio le vittorie sul fronte germanico-danubiano di Marco Aurelio. La colonna era sormontata da una statua dell'Imperatore, ma ora vi è posta quella di S. Paolo (è lo stesso destino di Traiano sulla cui Colonna è stata posizionata una statua di S. Pietro).

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