Il Colosseo
"Finchè esisterà il Colosseo, esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; ma quando cadrà Roma, anche il Mondo cadrà"

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Le insulae


Le insulae erano le case della gente comune (plebei) nell'antica Roma tardo-repubblicana e, poi, imperiale.
Essa erano alti palazzi (fino a 20 metri di altezza!) con tre o quattro piani, suddivisi in piccoli appartamenti, privi di acqua e riscaldamento; le pareti erano di mattoni crudi, le finestre erano chiuse da sportelli di legno e il soffitto, anch'esso in legno. Al pian terreno delle insulae, si trovavano negozi e taverne frequentatissime.
Le abitazioni erano anguste e buie ma, d'altronde, la vita della gente comune si svolgeva per lo pi? al di fuori dell'ambiente domestico, in pratica si stava a casa solo per mangiare e dormire.
A causa della sovrappopolazione, dei materiali usati nella costruzione, delle lampade e delle stufe (usate per illuminare e riscaldare gli ambienti), queste case spesso prendevano fuoco, mietendo molte vittime poi, l'introduzione degli acquedotti e delle terme, in epoca repubblicana, contribu? notevolmente a ridurre la diffusione di epidemie.

I resti di un'insula di et? imperiale rinvenuta durante i lavori svolti tra il 1929 e il 1942 sono situati ai piedi del Campidoglio a Roma.
L'edificio, adibito ad abitazioni private, si sviluppata in altezza su diversi piani, di cui rimangono il pianoterra, il mezzanino e tre dei piani superiori, mentre del quarto restano soltanto delle tracce.
Il pianoterra era formato da una serie di tabernae aperte su un corti- le lastricato e circondato da un portico con pilastri. Oltre il mezzanino iniziavano gli appartamenti, separati dal resto dell'edificio dalla balconata citata in precedenza e costituiti da un gran numero di ambienti che ricevevano la luce tramite finestre ret- tangolari; come ? consuetudine, poco a poco che si saliva questi am- bienti avevano dimensioni sempre pi? ridotte ed erano destinati alle persone povere. Questa insula poteva ospitare oltre 380 persone. I resti dell'insula sono conservati insieme con quelli di epoca poste- riore appartenenti alla chiesa di San Biagio al mercato, della quale ? tuttora visibile un arcosolio decorato con un affresco trecentesco e il campanile romanico.

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